L'inquietudine dovuta al pensiero fisso che forse neanche questo è abbastanza, che neanche questa volta mi sarà dato lo spazio che merito, neanche con questo bellissimo brano di livello internazionale appena uscito.
Qualcuno ha detto che con la mia semplicità non venderò mai dischi, che devo diventare una popstar per guadagnare, inserire nelle canzoni cose avvincenti tipo poppoppappappoppopocker face, perchè i soldi sono la cosa più importante, sia ben chiaro.
Chissà cosa ne avrebbe pensato Joni Mitchell di questi discorsi, quando "semplicemente" ha messo a nudo se stessa e le sue emozioni, e si è mostrata vulnerabile come non mai, perchè la sua anima gli chiedeva di farlo... la musica è stata solo un linguaggio, l'arte è fatta per essere condivisa.
Mi chiedo come si è arrivati a non riconoscere un talento così evidente, e a premiare invece l'immondizia pura, che nulla ha a che fare con la professionalità e col concetto stesso di "arte".
D'altronde questo è un paese di pecore da governare, pecore a cui bisogna dire TUTTO, cosa fare, cosa mangiare, cosa ascoltare, a cosa prestare attenzione e a cosa no.
La TV governa con i suoi facili giudizi, e tutti sono diventati critici musicali o esperti filantropi e opinionisti. Non serve conoscere l'argomento, basta soltanto dire la tua.
Quindi, se non passi in TV non esisti, ed automaticamente vuol dire che non vali abbastanza, perchè altrimenti saresti in tv o in radio no? E per arrivare in tv o in radio cosa devi fare? Essere un professionista? Essere bravo? Sfornare un prodotto di qualità? NO! CONOSCERE qualcuno, avere le giuste conoscenze, amicizie che ti infilano di qua o di là, oppure soldi a palate per autoprodurti e pubblicizzarti.
Dite che esagero? Ma se usiamo le raccomandazioni pure per gli esami delle scuole medie, figuriamoci per questo mondo, quello "artistico", che hanno ormai reso d'ELITE!
Siamo la patria della non professionalità.
Ricordo che nelle scuole del mio paese i professori un anno insegnavano matematica, l'anno dopo, come per magia, inglese. L'anno dopo ancora storia, perchè no... Ti infilo dove c'è posto, che importa se non sai di cosa dovrai occuparti? TI ARRANGI! Sei amico mio, qualcosa da fare la troviamo tranquillo...
Ricapitolando questa triste storia che è la mia ostinata volontà di lavorare - semplicemente lavorare - con la mia musica, la domanda finale è: a che serve fare le cose per bene, se nessuno è capace di apprezzarle per quanto valgono davvero? Esiste forse qualcuno al di fuori di questi schemi di finzione e superficialità, che sarà disposto a far emergere il mio talento valorizzandomi per quello che sono e che faccio?
Illusioni, come canto nella mia canzone...
Illusioni di me stesso....